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Garanzia 3°- 4° anno sui prodotti di elettronica.. Fidarsi o No…

Tutto questo malloppo di articolo, perché credo di essere stata ‘nattimino raggirata nell’acquisto di un iMac27″ che dopo solo 7 mesi dall’acquisto ho dovuto ricoverare in assistenza Apple….e mi hanno chiesto 37,00€ in qualità di deposito cauzionale…sto facendo garanzie su tutti i prodotti acquistati, in catene di elettronica di grande importanza, ma ogni volta che chiedo di avere maggiori delucidazione in merito a quello che potrei avere come contropartita del pagamento, loro si infastidiscono un po’, quasi a trattarmi da scemotta che non riesce a comprendere l’offerta proposta….e siccome odio sentirmi cosi, è venuto fuori questo articolone!!😅




Secondo le denunce degli utenti all’AgCom, le catene della grande distribuzione avrebbero tenuto dei comportamenti non proprio limpidissimi: si va dalla carenza di informazioni riguardanti l’esercizio dei diritti connessi alla garanzia legale, al rifiuto di applicare la garanzia stessa, da indicazioni mancanti in merito ai tempi richiesti per la riparazione, alla richiesta del pagamento delle spese di trasporto anche se il prodotto era in garanzia, fino alla difficoltà ad individuare il soggetto al quale rivolgersi al fine di far valere i diritti fissati dalla garanzia convenzionale. Certo il sistema delle garanzie previsto dal nostro Paese non è intuitivo (e quando mai in Italia qualcosa è semplice!!😡) e, per certi versi, ha il grave limite di ridurre a un rapporto bilaterale (utente-rivenditore) quello che in realtà è un rapporto a tre (compratore, venditore e produttore). In ogni caso per evitare problemi e eliminare ogni possibile sorpresa, la soluzione migliore è capire la differenza tra “garanzia legale”, “garanzia commerciale” e servizi aggiuntivi.
Prevista dal Decreto Legislativo n.24 del 2 febbraio 2002 e “assorbita” dal Codice del Consumo, la garanzia legale si applica a tutti i beni mobili acquistati da un utente presso un negozio “tradizionale” o comperati da un portale di commercio elettronico. Prevede il diritto del consumatore al ripristino, senza spese aggiuntive, della “conformità” del bene comprato e ha una durata di due anni dalla data di consegna del prodotto. Innanzitutto è bene ricordare che questa garanzia copre quei difetti (definiti tecnicamente vizi di conformità) che sono esistenti al momento della consegna del bene e che possono manifestarsi nei 24 mesi successivi all’acquisto. Occorre precisare che è sempre il venditore l’interlocutore dell’utente e il referente al quale richiedere il ripristino della conformità del bene acquistato. In secondo luogo si deve tener presente che se il problema si manifesta nei primi sei mesi dalla consegna del prodotto, l’onere della prova del vizio è a carico del venditore: toccherà cioè a lui dover dimostrare, se può, che il problema denunciato dal consumatore non esiste. Trascorsi questi mesi, toccherà all’utente dimostrare che il problema esisteva già alla consegna del bene.

Una volta riscontrato il problema, il consumatore ha due mesi di tempo, da conteggiarsi dalla data di scoperta del vizio, per avvalersi della garanzia legale (come è successo a me con l’iMac dal momento della telefonata con l’assistenza Apple e la conseguente apertura del ticket di manodopera, e il momento in cui sono andata a depositare il mio carissimo iMac27″ presso l’assistenza Apple – ma di questo farò altro articolo!😠).
Ricapitolando, c’è una particolarità che quasi nessuno sa!: la garanzia legale dura 2 anni (24 mesi) ma il diritto dell’utente di avvalersene si estende per 26 mesi nel caso in cui il difetto venisse scoperto proprio nell’ultimo mese del periodo di durata della garanzia stessa.
Il vizio di conformità è considerato tale quel difetto che rende inidoneo all’uso normale.  Quando il bene comprato non corrisponda alla descrizione fornita dal venditore (o a quella riportata sulla confezione). L’utente ha quindi il pieno diritto al ripristino della conformità del bene attraverso la riparazione, alla risoluzione del contratto, o alla sostituzione del bene con un altro. L’unico caso in cui il consumatore non può far valere la garanzia legale, si verifica quando al momento della consegna del bene egli sia già a conoscenza dell’esistenza di un vizio di conformità (tipo quando MediaWorld mette alcuni prodotti con il cartellino “ricondizionato” oppure “ultimo pezzo”…e sono leggermente raschiati).  La garanzia legale tutela il consumatore in caso di acquisti di prodotti difettosi. Per i beni usati il venditore può limitare la durata della garanzia a un periodo non inferiore a un anno.
Accanto alla garanzia legale, può essere prevista quella commerciale, ha una durata variabile (minimo sei mesi) si cumula a quella legale e copre tutti i difetti che si manifestano dalla consegna del bene, sono originati dall’uso e impediscono il corretto funzionamento del prodotto stesso. In sostanza, la garanzia commerciale copre i malfunzionamenti generati dall’utilizzo protratto, mentre quella legale copre specificamente il vizio di conformità. E’ facoltativa e non sostituisce o limita quella legale.
servizi post-vendita sono particolari coperture aggiuntive, come il rimborso delle spese di riparazione e di quelle di spedizione o la fornitura di un prodotto di cortesia. Le giustificazioni addotte dai venditori per motivare questa scelta sono che i margini sulle vendite di hardware, software e elettronica sono oggi così ridotti che senza i servizi post vendita non si riuscirebbe a coprire i costi fissi.
Secondo le associazioni dei consumatori le coperture addizionali a pagamento sono però piuttosto “rischiose” e presentano vari problemi. Oltre a sovrapporsi a volte in modo ambiguo alle tutele gratuite previste dalla garanzia, confondono i consumatori, li portano ad attivare procedure diverse da quelle per far valere la garanzia legale e possono rappresentare uno strumento tramite il quale i negozianti tentano di compensare l’eventuale prezzo scontato del bene venduto, facendo di fatto pagare un servizio (la riparazione in garanzia) che invece deve essere del tutto gratuito.
Prima dunque di sottoscrivere un’estensione occorre tener presente che questi servizi aggiuntivi coprono perlopiù i medesimi guasti della garanzia convenzionale e che al massimo prevedono un’estensione della durata della garanzia convenzionale. Non devono mai limitare o escludere i diritti stabiliti dalla garanzia e devono peraltro essere comunicati specificandone le caratteristiche, la natura, la durata, i costi e il soggetto che offre il servizio di assistenza tecnica. Oltre a verificare la copertura si deve tener conto dell’esborso e i valori della franchigia (le spese a carico del compratore per ogni intervento di riparazione) e del massimale (l’importo massimo delle spese coperte dall’estensione della garanzia).
Al fine di evitare rischi, discussioni e fraintendimenti occorre poi conservare sempre non solo la ricevuta d’acquisto ma anche il contratto stesso della polizza, ed esperire nei tempi indicati e con scrupolo le formalità richieste per la sua attivazione (che ben raramente è automatica). Per quanto riguarda invece i tempi della riparazione, nella stragrande maggioranza dei casi questi non sono garantiti.
Fate attenzione adesso:
Quando l’utente si trova di fronte ad un venditore che fa le orecchie da mercante e che non riconosce la garanzia, suggerisco di mostrarsi sicuri e far capire che si conosce la legge: la garanzia legale dura due anni e deve essere fatta valere nei confronti del venditore! Ne caso di ulteriori resistenze consiglio di farsi mettere per iscritto la risposta dell’esercente. Poi si può decidere di adire le vie legali rivolgendosi al giudice di pace, oppure di eseguire un tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio. Si possono anche segnalare incongruenze problemi e comportamenti ritenuti illegittimi in materia di garanzia all’AgCom, che può sanzionare la condotta contraria alla Legge multando i soggetti responsabili fino ad un massimo di 500.000 euro. L’Antitrust può essere raggiunto tramite il numero verde (800.166661) oppure per posta all’indirizzo “Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – Piazza Verdi 6/a – 00198 ROMA” o, compilando e inviando on-line il modulo disponibile nella sezione “Pratiche commerciali scorrette pubblicità ingannevole e comparativa” del sito www.agcm.it

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